- Tether ha collaborato con l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) nella lotta contro la frode e la criminalità informatica degli asset digitali nel continente africano.
- La partnership sostiene la Visione Strategica dell'Africa 2030 dell’UNODC, basata sull’educazione alla cybersicurezza tra le giovani generazioni e sul finanziamento delle vittime della tratta di esseri umani.
- Questo progetto è la continuazione di una grande operazione Interpol che ha rivelato più di 260 milioni di fondi illegali in crypto e valute fiat appartenenti a reti criminali in Africa.
L’emittente della più grande stablecoin al mondo, Tether, ha stretto un’alleanza strategica con le Nazioni Unite per elevare il livello di sicurezza nella crescente sfera delle finanze digitali in Africa. Una simile partnership affronta il crescente fronte dei reati informatici e migliora la trasparenza finanziaria nella regione.
Indice dei Contenuti
Potenziare il Quadro di Cybersicurezza
Questa è la collaborazione con l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC). Essendo ora il terzo mercato di criptovalute in più rapida crescita al mondo, i gruppi criminali organizzati transnazionali lo hanno identificato come un mercato sempre più attraente. La partnership mira a ridurre tali rischi offrendo competenze tecniche e risorse alle autorità locali e alla popolazione generale.
Uno dei pilastri principali dell'accordo è il supporto alla Visione Strategica dell’Africa 2030 dell’UNODC. Questa roadmap a lungo termine conferma la necessità di proteggere gli asset digitali per garantire la resilienza economica. Statistiche recenti fornite da Interpol mostrano la magnitudine del problema; uno sforzo coordinato nella regione ha recentemente identificato oltre 260 milioni di dollari in fondi illegali, a dimostrazione che, insieme alla rapida adozione degli asset digitali, anche la sofisticazione delle organizzazioni criminali cresce.
Con l’aiuto della trasparenza offerta dalla blockchain, Tether e l’UNODC stanno pianificando di creare quadri giuridici e finanziari più solidi. Ciò comporta lo sviluppo di sistemi più efficaci di monitoraggio dei movimenti illegali e l’aumento della capacità delle forze dell’ordine di indagare sui crimini utilizzando le blockchain.
Programmi Scolastici e Forza dei Giovani
Oltre al supporto alle forze dell’ordine, la partnership pone anche un significativo accento sull’educazione proattiva. Le due organizzazioni in Senegal hanno implementato un programma articolato in più fasi sulla cybersicurezza rivolta ai giovani. Il progetto prevede anche bootcamp virtuali e coaching per dotare la nuova generazione degli strumenti necessari a navigare nell’economia digitale senza rischi.
Plan B Foundation sostiene l’aspetto didattico ed è frutto di una stretta collaborazione tra Tether e la Città di Lugano. I partecipanti a questi programmi potranno ricevere micro-finanziamenti e mentorship per creare i propri progetti digitali. L’obiettivo è creare una cultura della sicurezza che aiuti a prevenire le frodi prima che si verifichino, e non solo a rispondervi dopo gli attacchi.
Investire nelle Popolazioni Vulnerabili
La partnership si estende anche all’ambito umanitario, cercando di risolvere l’intersezione tra finanza digitale e tratta di esseri umani. Tether sta finanziando alcune organizzazioni della società civile che assistono direttamente le vittime della tratta in paesi come Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Etiopia e Uganda.
Questi finanziamenti fanno parte del Fondo Fiduciario Volontario delle Nazioni Unite per le Vittime della Tratta di Persone (UNVTF). Sostenendo queste ONG, Tether contribuisce all’assistenza di emergenza, sanitaria e legale dei sopravvissuti. Il programma mira anche a prevenire la ri-vittimizzazione fornendo formazione professionale ed emancipazione economica a chi è caduto nelle mani delle reti di traffico.
La Crescente Influenza dell’Africa nel Trading Globale di Crypto
Questa partnership si forma in un momento di forte crescita per lo sviluppo degli asset digitali nell’Africa Sub-Sahariana. Secondo Chainalysis, la regione ha ricevuto oltre 205 miliardi di valore on-chain tra metà 2025 e metà 2024, con un aumento annuo del 52%. L’attività retail contribuisce in modo sostanziale a questa crescita: le persone infatti utilizzano stablecoin come USDT per proteggersi dalla svalutazione delle valute locali e dall’inflazione.
Le stablecoin sono emerse come importante alternativa per i pagamenti transfrontalieri e il risparmio personale in mercati come Nigeria e Sudafrica. Secondo le statistiche, la quota delle transazioni crypto attribuibile alle stablecoin nella regione ha raggiunto circa il 43%. Un’integrazione così elevata nella vita quotidiana rende fondamentale il successo di iniziative come la collaborazione Tether-UNODC per mantenere la fiducia degli utenti negli strumenti finanziari digitali.
Evoluzione dell’Infrastruttura e della Regolamentazione
La richiesta di una maggiore sicurezza va di pari passo con un panorama normativo in evoluzione. Diversi paesi africani stanno sviluppando strutture legali per i Virtual Asset Service Providers (VASPs). Un esempio è la recente legislazione keniota per regolamentare il business degli asset digitali, che mira a stabilire un quadro giuridico più definito nel paese sia per le start-up locali sia per gli investitori stranieri.
Tether è anche impegnata nello sviluppo dell’infrastruttura sottostante che consente questa crescita. Recentemente, l’azienda ha effettuato un investimento strategico in Kotani Pay, una soluzione on-ramp e off-ramp che collega gli utenti Web3 e i canali di pagamento locali nel continente. Tether sta semplificando il processo di integrazione della moneta mobile con le stablecoin, permettendo così alle popolazioni non bancarizzate di partecipare all’economia globale.
Attività sinergiche di questo tipo, che includono alleanze ONU di alto livello e sviluppo infrastrutturale dal basso, sono il segno di un mercato maturo. Sebbene permangano minacce come frodi e incertezza normativa, la presenza di organizzazioni internazionali come l’UNODC è uno degli indicatori che gli asset digitali possono essere considerati una componente fondamentale e duratura del futuro economico dei paesi africani.

