I prezzi del greggio salgono alle stelle in mezzo alle proteste in intensificazione in Iran
Petrolio Greggio e Benzina in Rialzo ai Massimi di un Mese
I future sul petrolio greggio WTI di febbraio sono saliti oggi del 3,10%, mentre i contratti di benzina RBOB di febbraio sono in aumento del 2,00%. Entrambe le materie prime hanno raggiunto i livelli più alti dell’ultimo mese.
Il rally nei prezzi del petrolio e della benzina è alimentato dall’acuirsi dei disordini in Iran, un importante produttore OPEC. L’intensificarsi delle proteste contro il governo iraniano ha aumentato le preoccupazioni per potenziali interruzioni dell’offerta. Inoltre, indicatori economici positivi dagli Stati Uniti—come il calo del tasso di disoccupazione di dicembre e il miglioramento della fiducia dei consumatori a gennaio—stanno rafforzando le aspettative di una domanda energetica più forte. Da notare che questi guadagni nei prezzi del greggio si verificano anche mentre l’indice del dollaro USA raggiunge un picco di quattro settimane.
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Tensioni Geopolitiche e Dati Economici Guidano i Mercati del Petrolio
L’instabilità crescente in Iran sta spingendo al rialzo i prezzi del greggio, dopo le minacce del governo di severe sanzioni per i manifestanti che danneggiano proprietà o si scontrano con le autorità. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha inoltre lanciato un severo avvertimento alla leadership iraniana riguardo la sicurezza dei manifestanti. Con l’Iran che produce oltre 3 milioni di barili al giorno, qualsiasi escalation potrebbe interrompere le forniture mondiali di petrolio.
I solidi dati economici statunitensi stanno ulteriormente sostenendo i prezzi del petrolio. Il tasso di disoccupazione a dicembre è sceso al 4,4%, battendo le previsioni, mentre l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per gennaio è salito a 54,0, superando le aspettative.
I prezzi del petrolio beneficiano anche di uno spread crack più forte, che ha raggiunto il massimo di tre settimane. Questo incoraggia i raffinatori ad aumentare gli acquisti di greggio e potenziare la produzione di benzina e distillati.
Il ribilanciamento annuale dei principali indici delle materie prime dovrebbe innescare ulteriore acquisto di petrolio. Citigroup stima che gli indici BCOM e S&P GSCI attireranno 2,2 miliardi di dollari di afflussi nei future sul petrolio nella prossima settimana come parte di questo processo di ribilanciamento.
Venti Contrari di Mercato: Riduzioni dei Prezzi e Previsioni di Surplus
Tra gli elementi negativi, l’Arabia Saudita ha ridotto per il terzo mese consecutivo il prezzo del suo greggio Arab Light per le consegne di febbraio, riflettendo le preoccupazioni per una domanda energetica più debole.
Morgan Stanley ha rivisto le proprie previsioni, prospettando un surplus globale di petrolio più ampio che potrebbe raggiungere il picco a metà anno. La banca ha abbassato la sua previsione per il prezzo del greggio nel primo trimestre a 57,50 dollari al barile (da 60) e la stima per il secondo trimestre a 55 dollari al barile (anch’essa da 60).
Sviluppi Aggiuntivi di Mercato
Secondo Vortexa, il volume di greggio stoccato su petroliere ferme è diminuito del 3,4% su base settimanale a 119,35 milioni di barili al 2 gennaio.
La domanda di greggio cinese rimane robusta, con dati Kpler che indicano che le importazioni di petrolio della Cina a dicembre sono destinate a salire del 10% su base mensile a un record di 12,2 milioni di barili al giorno, mentre il Paese rimpingua le proprie riserve.
OPEC+ ha recentemente confermato che manterrà la pausa sugli aumenti di produzione fino al primo trimestre del 2026. Dopo aver incrementato la produzione di 137.000 barili al giorno a dicembre, il gruppo sta sospendendo ulteriori aumenti a causa di un surplus globale previsto. L’IEA ha previsto un surplus record di 4 milioni di barili al giorno per il 2026. L’OPEC sta gradualmente ripristinando il taglio di 2,2 milioni di barili al giorno effettuato all’inizio del 2024, con 1,2 milioni di barili al giorno ancora da reintegrare. La produzione di greggio OPEC a dicembre è salita di 40.000 barili al giorno a 29,03 milioni di barili al giorno.
Attacchi con droni e missili ucraini hanno preso di mira almeno 28 raffinerie russe negli ultimi quattro mesi, limitando la capacità di esportazione della Russia e restringendo le forniture globali. Dalla fine di novembre, l’Ucraina ha inoltre aumentato gli attacchi alle petroliere russe, con almeno sei navi colpite nel Mar Baltico. Le nuove sanzioni USA ed UE sulle infrastrutture petrolifere e sulle petroliere russe hanno ulteriormente limitato le esportazioni russe.
L’IEA ha recentemente previsto che il surplus globale di petrolio si espanderà a un record di 3,815 milioni di barili al giorno nel 2026, rispetto a oltre 2 milioni al giorno nel 2025.
L’OPEC ha aggiornato le sue previsioni per il mercato petrolifero globale del terzo trimestre, ora aspettandosi un surplus di 500.000 barili al giorno, rispetto alla previsione dello scorso mese di un deficit di 400.000 barili al giorno. L’EIA ha inoltre alzato la sua stima di produzione di greggio USA per il 2025 a 13,59 milioni di barili al giorno.
Gli ultimi dati EIA mostrano che al 2 gennaio le scorte di greggio USA erano inferiori del 4,1% alla media stagionale quinquennale, le scorte di benzina erano superiori dell’1,6% alla media, e le scorte di distillati erano inferiori del 3,1% alla media. La produzione di greggio USA per la settimana terminata il 2 gennaio è diminuita dello 0,1% a 13,811 milioni di barili al giorno, poco sotto il record raggiunto a novembre.
Baker Hughes ha segnalato un aumento delle trivelle petrolifere attive negli USA, salite di tre a 412 nella settimana terminata il 2 gennaio, recuperando dal minimo di 4,25 anni. Negli ultimi due anni e mezzo, il numero di trivelle è diminuito notevolmente rispetto al massimo di 5,5 anni di 627 raggiunto a dicembre 2022.
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