I prezzi del petrolio salgono a causa dei disordini in Iran e delle preoccupazioni sull'offerta russa – ING
I prezzi del petrolio aumentano tra le crescenti tensioni globali
I prezzi del petrolio hanno continuato la loro tendenza al rialzo all'inizio della settimana, alimentati dall'intensificarsi delle proteste in Iran che hanno aumentato i timori riguardo a possibili interruzioni dell'offerta. Il governo iraniano ha lanciato avvertimenti sia agli Stati Uniti che a Israele, mettendoli in guardia contro il coinvolgimento mentre i disordini persistono. In quanto quarto membro più grande dell'OPEC, l'Iran contribuisce con circa 3,2 milioni di barili di petrolio greggio al giorno, il che significa che qualsiasi instabilità in quel paese rappresenta un rischio significativo per le forniture globali di petrolio, secondo gli analisti di ING, Ewa Manthey e Warren Patterson.
Instabilità geopolitica alimenta la volatilità del mercato
Allo stesso tempo, l'Ucraina ha mantenuto la sua campagna contro le risorse energetiche russe, con recenti attacchi che hanno preso di mira tre piattaforme LukOil nel Mar Caspio durante il fine settimana. La strategia dell'Ucraina ha coinvolto attacchi a vari segmenti dell'infrastruttura petrolifera russa, inclusi impianti upstream, oleodotti, porti e raffinerie. Questi attacchi continui, combinati con la possibilità che gli Stati Uniti inaspriscano le sanzioni sull'energia russa, hanno aumentato l'incertezza. Il senatore Lindsey Graham ha annunciato che il presidente Trump ha approvato un disegno di legge che propone tariffe e sanzioni secondarie sui paesi che acquistano energia russa, aprendo la strada alla sua discussione al Congresso. Tuttavia, poiché l'attuale amministrazione cerca flessibilità nella politica delle sanzioni durante i negoziati in corso, l'approvazione della legge rimane incerta.
Sfide per gli investimenti nel petrolio venezuelano
Il CEO di ExxonMobil ha recentemente escluso prospettive di grandi investimenti nel settore petrolifero venezuelano, definendo il paese “non investibile” senza riforme sostanziali. Mentre alcuni operatori del settore hanno discusso la possibilità di aumentare la produzione di petrolio venezuelano nei prossimi anni, le aziende che in passato si sono viste sequestrare i propri asset dal governo venezuelano potrebbero essere riluttanti a tornare a meno che non ricevano il risarcimento stabilito dai tribunali internazionali. Nel frattempo, il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha indicato che ulteriori sanzioni contro il Venezuela potrebbero essere revocate già questa settimana per sostenere le esportazioni di petrolio.
Speculatori modificano le posizioni in un clima di incertezza
Dati recenti rivelano che i trader speculativi hanno ridotto le loro posizioni nette lunghe su ICE Brent crude di 3.219 contratti la scorsa settimana, portando il totale a 122.965 contratti a martedì scorso. Sia le posizioni lunghe che quelle corte sono aumentate, riflettendo l'incertezza del mercato riguardo alla situazione in evoluzione in Venezuela.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Bitcoin cerca stabilità mentre le altcoin affrontano fortune contrastanti
Bitcoin (BTC) punta a $100.000 mentre il prezzo trova supporto sopra un livello cruciale


