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Dubai vieta le privacy coin e impone regolamentazioni più severe sulle stablecoin nell'ambito della riforma delle criptovalute

Dubai vieta le privacy coin e impone regolamentazioni più severe sulle stablecoin nell'ambito della riforma delle criptovalute

101 finance101 finance2026/01/12 11:53
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Per:101 finance

Dubai implementa il divieto sui token di privacy nel centro finanziario

La Dubai Financial Services Authority (DFSA) ha vietato l’uso di criptovalute focalizzate sulla privacy all’interno del Dubai International Financial Centre (DIFC). Questa mossa fa parte di una revisione completa dei regolamenti cripto della regione, che trasferisce anche la responsabilità per l’approvazione dei token alle singole aziende e introduce una definizione più rigorosa per le stablecoin. Il regolatore ha citato preoccupazioni riguardo all’antiriciclaggio (AML) e alla conformità alle sanzioni come motivazioni principali per il divieto.

A partire dal 12 gennaio, il rinnovato Crypto Token Regulatory Framework posiziona la DFSA come garante degli standard internazionali di conformità, allontanandosi dall’approvazione diretta di specifici asset digitali.

Questa restrizione arriva in un momento in cui le privacy coin come zcash (ZEC) stanno vivendo un rinnovato interesse, e monero (XMR) ha recentemente raggiunto un massimo storico. Il divieto copre tutte le attività legate al trading, promozione, investimento e derivati che coinvolgono privacy token all’interno o dalla DIFC.

Elizabeth Wallace, associate director per le politiche e gli affari legali presso la DFSA, ha spiegato che la decisione era necessaria affinché Dubai mantenesse l’allineamento con gli standard normativi globali. Ha osservato: “I privacy token sono progettati per oscurare la cronologia delle transazioni e la proprietà, rendendo praticamente impossibile per le aziende soddisfare i requisiti del Financial Action Task Force (FATF) quando trattano questi asset”.

Secondo la Wallace, le linee guida FATF richiedono alle aziende di identificare tutte le parti coinvolte in una transazione cripto, inclusi mittente e destinatario. Ha sottolineato: “Interagire con i privacy token impedirebbe alle aziende di soddisfare la maggior parte degli obblighi antiriciclaggio e contro i crimini finanziari”.

Oltre al divieto delle privacy coin, le regole della DFSA vietano anche agli enti regolamentati l’utilizzo o l’offerta di strumenti per aumentare la privacy come mixer, tumbler o qualsiasi tecnologia che nasconda i dettagli delle transazioni.

La posizione di Dubai differisce da quella di Hong Kong, dove i privacy token sono tecnicamente permessi in base a un sistema di licenza basato sul rischio, sebbene siano raramente quotati. Nel frattempo, l’Unione Europea ha adottato l’approccio più rigoroso, escludendo di fatto privacy coin e mixer dai mercati regolamentati.

Ridefinizione delle stablecoin

I regolamenti rivisti pongono anche particolare attenzione sulle stablecoin. La DFSA ha ristretto la definizione di “fiat crypto tokens”, limitando la categoria ai token ancorati a valute emesse dai governi e supportati da asset di alta qualità e liquidità, capaci di soddisfare le richieste di rimborso anche durante periodi di stress di mercato.

Wallace ha sottolineato che le stablecoin algoritmiche mancano di trasparenza riguardo ai propri meccanismi e processi di rimborso. Ha affermato che i criteri più rigorosi della DFSA sono in linea con altri regolatori che danno priorità alla qualità e liquidità degli asset.

Stablecoin algoritmiche sotto esame

Quando le è stato chiesto di Ethena, una stablecoin algoritmica in rapida crescita, Wallace ha chiarito che non sarebbe riconosciuta come stablecoin secondo il quadro normativo del DIFC, sebbene non sarebbe completamente vietata. “Nel nostro sistema, Ethena sarebbe classificata come crypto token, non come stablecoin”, ha spiegato.

Approvazione dei token guidata dall’industria

Il quadro aggiornato introduce un cambiamento significativo nel modo in cui gli asset cripto vengono approvati per l’uso all’interno della zona franca finanziaria di Dubai. Invece di mantenere una lista di token approvati, la DFSA ora richiede alle aziende autorizzate di valutare e documentare l’idoneità degli asset cripto che offrono, con revisioni continue di queste decisioni.

Questo cambiamento è stato influenzato dal feedback dell’industria, riflettendo un mercato più maturo piuttosto che un allentamento della supervisione. Wallace ha osservato: “Le aziende hanno indicato che il mercato e la loro comprensione della regolamentazione finanziaria si erano evoluti, e volevano l’autonomia per prendere queste decisioni autonomamente”.

Ha aggiunto che questo approccio è coerente con le tendenze regolatorie internazionali, dove la responsabilità per la selezione degli asset è posta sulle aziende piuttosto che sui regolatori.

La filosofia regolatoria di Dubai ora enfatizza che il futuro delle cripto all’interno del proprio centro finanziario è nelle mani dei gestori di asset che possono giustificare e supervisionare le loro offerte. I regolatori sono meno concentrati sull’approvazione dei singoli token e più intenzionati ad assicurare che le aziende siano responsabili delle loro scelte in un mercato dove trasparenza, responsabilità e conformità sono essenziali.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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