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Bitcoin si impenna mentre i mercati crypto si preparano alle tensioni con la Fed statunitense

Bitcoin si impenna mentre i mercati crypto si preparano alle tensioni con la Fed statunitense

CointurkCointurk2026/01/13 20:35
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Per:Cointurk

Il 13 gennaio 2026, i mercati delle criptovalute hanno registrato una potente impennata con Bitcoin che ha brevemente superato la soglia dei 94.100 dollari, mantenendo lo slancio positivo presente dall'inizio dell'anno. Questa crescita si è verificata sullo sfondo dei dati sull'inflazione statunitense di dicembre e dell'acuirsi delle tensioni tra l'amministrazione Trump e la Federal Reserve (Fed).

Afflussi ETF tornano positivi

L’ascesa di Bitcoin è stata rafforzata da una notevole inversione nei flussi di fondi verso gli ETF spot su Bitcoin. Dopo una serie persistente di deflussi, l’IBIT ETF di BlackRock si è distinto con un afflusso netto di circa 112 milioni di dollari, mentre il fondo GBTC di Grayscale ha registrato un ulteriore afflusso di circa 64 milioni di dollari. Questa ripresa ha spinto gli afflussi cumulativi negli ETF spot su Bitcoin oltre la soglia dei 56 miliardi di dollari, con gli investitori istituzionali che hanno ripreso le proprie posizioni, giocando un ruolo cruciale nel mantenere Bitcoin sopra i 92.000 dollari.

Nuovamente in discussione il traguardo dei 100K

L’impennata di Bitcoin ha portato la sua capitalizzazione di mercato oltre 1,87 trilioni di dollari, con l’intero mercato delle criptovalute che ha raggiunto i 3,28 trilioni di dollari. Con i prezzi tornati ai livelli osservati il 7 gennaio, gli investitori hanno iniziato a speculare se Bitcoin avrebbe testato la soglia dei 100.000 dollari prima della fine del primo trimestre. Tuttavia, l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) pubblicato rimane al di sopra dell’obiettivo di inflazione del 2% della Fed, indebolendo l’ipotesi di tagli aggressivi dei tassi d’interesse dal punto di vista della politica monetaria tradizionale.

Tensioni crescenti tra amministrazione Trump e Fed

Nonostante questo contesto, l’amministrazione Trump ha intensificato la pressione sulla Fed, con richieste di tagli dei tassi d’interesse sempre più veementi. L’avvio da parte del Dipartimento di Giustizia (DOJ) di un’indagine sulla Fed ha ulteriormente aumentato le tensioni. I critici vedono questa mossa come un intervento diretto nell’indipendenza della banca centrale. Questa incertezza politica ha rafforzato la narrazione delle criptovalute come alternativa ai rischi macro, alimentando una maggiore volatilità nei mercati crypto.

Forte short squeeze su XRP

La sorpresa macroeconomica non ha riguardato solo Bitcoin, con XRP che ha registrato un’attività significativa, in particolare nei mercati dei derivati. Nel giro di un’ora sono state liquidate posizioni per un totale di 76.450 dollari, provenienti prevalentemente da posizioni short che prevedevano un ribasso.

Secondo i dati:

  • Liquidazioni di posizioni short: 70.180 dollari
  • Liquidazioni di posizioni long: 6.270 dollari
  • Squilibrio nelle liquidazioni: 1.122%

Questo scenario indica un classico “short squeeze”, costringendo gli investitori che prevedevano un calo a comprare in fretta, facendo salire meccanicamente il prezzo.

XRP cattura il polso del mercato dei derivati

Gli analisti sottolineano che questo estremo squilibrio su XRP non è una semplice coincidenza. L’elevata liquidità e la struttura di mercato di XRP lo rendono altamente sensibile agli sviluppi macro. L’improvviso aumento di prezzo dopo la pubblicazione dei dati CPI suggerisce un indebolimento della profondità di mercato, con operazioni di arbitraggio a breve termine che influenzano significativamente i prezzi.

La messa in discussione del livello dei 2,08 dollari come forte resistenza indica che XRP sta diventando un “indicatore di tensione” per le posizioni speculative a breve termine. Da notare che, nonostante le liquidazioni abbiano riguardato anche Bitcoin ed Ethereum, lo squilibrio tra compratori e venditori su XRP è stato molto più marcato. Contemporaneamente, Bitcoin ha subito liquidazioni per 4,72 milioni di dollari, mentre Ethereum ha registrato 3,39 milioni di dollari.

Le crypto ancora vulnerabili agli shock macro

La debolezza osservata negli ETF su XRP prima della pubblicazione dei dati CPI era indicativa della fragilità accumulata dal mercato. La sorpresa macroeconomica non ha fatto che accelerare tale squilibrio, sottolineando come anche i più grandi asset crypto restino vulnerabili ai cambiamenti di sentiment e agli aggiustamenti improvvisi di posizione nei mercati dei derivati. Gli sviluppi politici in corso all’interno della Fed e le tendenze dei flussi negli ETF continueranno a influenzare la direzione dei mercati crypto nelle prossime settimane.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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