Avviso sul trading dell ’oro: l’incertezza avvolge il mondo, oro e argento continuano a raggiungere nuovi massimi storici, attenzione al rischio di correzioni a breve termine?
Huitong Finance 15 gennaio—— Il prezzo dell’oro spot mercoledì (14 gennaio) ha raggiunto un nuovo massimo storico di 4642,77 dollari/oncia, mentre anche l’argento è schizzato contemporaneamente al picco di 93,48 dollari, segnando un record notevole. Le tensioni geopolitiche, la volatilità dei dati economici, le aspettative sulla politica della Federal Reserve e l’ombra delle lotte politiche interne negli Stati Uniti stanno tutte contribuendo a questa corsa rialzista. Il fascino dell’oro come asset rifugio è al suo apice, ma allo stesso tempo nasconde anche rischi potenziali.
All’inizio del 2026, i mercati finanziari globali hanno assistito a una vera festa dei metalli preziosi. Il prezzo dell’oro spot mercoledì (14 gennaio) ha raggiunto un nuovo massimo storico di 4642,77 dollari/oncia, mentre l’argento è salito contemporaneamente al suo picco storico di 93,48 dollari. Non si tratta solo di un balzo numerico, ma di un’azione collettiva degli investitori in cerca di rifugio tra molteplici incertezze. Le tensioni geopolitiche, la volatilità dei dati economici, le aspettative sulla politica della Federal Reserve e l’ombra delle lotte politiche interne negli Stati Uniti stanno tutte contribuendo a questa corsa rialzista. Analizzando le dinamiche di mercato dell’ultima settimana, possiamo vedere che il fascino dell’oro come asset rifugio è al suo apice, ma allo stesso tempo nasconde anche rischi potenziali. Questo articolo analizzerà in profondità questi fattori, esplorerà la logica sottostante del mercato dell’oro e ne prospetterà l’andamento futuro, aiutando i lettori a cogliere le opportunità in un contesto in rapido cambiamento.
I motori della corsa al rialzo dell’oro: doppia incertezza geopolitica ed economica
L’ascesa vigorosa del prezzo dell’oro deriva innanzitutto dal persistente fermento della situazione geopolitica globale. L’Iran ha recentemente lanciato un duro avvertimento: se gli Stati Uniti dovessero intervenire nelle proteste interne, attaccherà le basi militari statunitensi nei paesi vicini, aumentando così la tensione nell’area del Medio Oriente. Allo stesso tempo, il presidente degli Stati Uniti Trump ha ribadito l’intenzione di controllare la Groenlandia, portando i ministri degli esteri di Danimarca e Groenlandia a incontrare il vicepresidente degli Stati Uniti, sottolineando ulteriormente la fragilità delle relazioni internazionali. Questi eventi agiscono come bombe a orologeria, spingendo gli investitori verso l’oro come porto sicuro.
Alla chiusura di mercoledì, l’oro spot aveva raggiunto i 4626,41 dollari/oncia, con un aumento di quasi lo 0,9%, e durante la sessione ha toccato il massimo storico di 4642,77 dollari. Sebbene giovedì (15 gennaio) durante le prime ore della sessione asiatica sia leggermente sceso intorno ai 4600 dollari, il trend generale resta forte. Alex Ebkarian, Chief Operating Officer di Allegiance Gold, ha descritto efficacemente la situazione: “Tutte le strade portano all’oro e all’argento”, riflettendo la molteplicità delle fonti di domanda di mercato, tra cui investitori istituzionali, retail e acquisti diversificati delle riserve delle banche centrali. In una fase di bull market strutturale, questa domanda amplifica l’attrattiva dell’oro come una palla di neve che rotola.
Nel frattempo, l’incertezza economica fornisce un solido supporto all’oro. I dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti a novembre hanno superato le aspettative, crescendo dello 0,6%, oltre il previsto 0,4% degli economisti; ciò avrebbe dovuto sostenere il mercato azionario e il dollaro, ma sullo sfondo di dati sull’inflazione deboli non è riuscito a invertire il sentimento di avversione al rischio. L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentato dello 0,2% su base mensile, in linea con le attese, ma su base annua ha superato le previsioni, mentre l’indice principale dei prezzi al consumo (CPI) di dicembre, pubblicato il giorno precedente, è stato inferiore alle attese. Sebbene questi dati siano stati pubblicati in ritardo a causa dello shutdown governativo, rivelano la complessità dell’economia statunitense: un consumo forte accompagnato da preoccupazioni per l’inflazione. I trader continuano quindi a scommettere che la Federal Reserve effettuerà almeno due tagli dei tassi quest’anno, rafforzando ulteriormente la dinamica dell’oro, poiché un ambiente a basso tasso d’interesse riduce il costo opportunità di detenere oro, rendendolo più attraente rispetto a obbligazioni e azioni.
La brillante performance dell’argento: da inseguitore a leader
Sullo sfondo della luce dorata, anche la performance dell’argento è stata impressionante. Mercoledì l’argento spot è balzato del 7,2%, chiudendo a 93,24 dollari/oncia, toccando un nuovo massimo storico di 93,48 dollari. Nelle prime ore di giovedì sul mercato asiatico ha persino aggiornato leggermente il massimo storico a 93,67 dollari, per poi correggere intorno ai 91,10 dollari, ma la volatilità riflette una forte tendenza al rialzo. Ebkarian prevede ottimisticamente che l’argento raggiungerà a breve un intervallo tra i 100 e i 144 dollari, sottolineando che “non c’è molta differenza tra il prezzo dell’argento a 100 dollari e quello a 90”, suggerendo che il mercato si trovi in una fase di crescita strutturale che ignora le fluttuazioni di breve termine. Il rally dell’argento beneficia non solo dell’effetto spillover dell’oro, ma anche della ripresa della domanda industriale, ad esempio nei settori delle energie rinnovabili e dell’elettronica, trasformando l’argento da puro bene rifugio a metallo prezioso multifunzionale.
Anche altri metalli preziosi partecipano a questa festa. Il platino spot mercoledì è salito di oltre il 5% a 2444 dollari/oncia, mentre il palladio è aumentato del 14% a 1911 dollari/oncia. Le performance di questi metalli confermano la prosperità collettiva dell’intero comparto, in particolare i metalli del gruppo del platino, che Daniel Ghali, responsabile delle strategie sulle materie prime di TD Securities, considera attualmente i migliori in assoluto. Egli sottolinea che il rialzo dei metalli del gruppo del platino deriva più dai fondamentali di domanda e offerta che da semplici fattori geopolitici, offrendo agli investitori opportunità di diversificazione.
Crisi di indipendenza della Federal Reserve: nebbia di politica monetaria sotto tempesta politica
Il ruolo della Federal Reserve è indispensabile in questa corsa rialzista dell’oro, ma la sua indipendenza sta affrontando sfide senza precedenti. L’amministrazione Trump ha minacciato azioni penali contro il presidente della Fed Powell, scatenando la solidarietà dei governatori delle banche centrali globali; questa tempesta politica ha amplificato direttamente la crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni americane. Powell ha definito questa indagine un “pretesto” della Casa Bianca per esercitare pressioni sui tassi d’interesse, mentre all’interno della Federal Reserve emergono voci discordanti: il presidente della Fed di Minneapolis Kashkari ritiene che il mercato del lavoro sia resiliente e l’inflazione superiore agli obiettivi, escludendo la necessità di tagli ai tassi a breve termine; il presidente della Fed di Atlanta Bostic sottolinea che la sfida di controllare l’inflazione non è ancora finita e richiede una politica restrittiva; il governatore della Fed Milan afferma invece che l’allentamento della regolamentazione da parte di Trump eserciterà una pressione al ribasso sull’inflazione, sostenendo i tagli dei tassi. Il FedWatch Tool di CME mostra che la probabilità di un taglio dei tassi questo mese è solo del 5%, mentre le aspettative per un taglio di almeno 25 punti base a marzo sono del 27,2%; ciò riflette il rafforzamento del consenso di mercato sulla volontà della Fed di mantenere invariati i tassi.
Nel frattempo, la diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato americani conferma ulteriormente il clima di cautela. Il rendimento del decennale è sceso al 4,138%, quello trentennale al 4,794%, e quello biennale al 3,512%. La curva dei rendimenti positiva di 63,4 punti base è considerata anche un segnale positivo sulle aspettative economiche. Tuttavia, Ghali avverte che il rischio dell’oro sta diventando polarizzato: non è più guidato solo dalla domanda delle banche centrali, ma si sta spostando verso la svolta delle operazioni sull’inflazione. Se il governo degli Stati Uniti dovesse commettere errori tattici, come indebolire ulteriormente la credibilità delle istituzioni, l’oro potrebbe facilmente raggiungere i 5000 dollari/oncia; al contrario, se il sentiment degli investitori cambiasse, la correzione del prezzo sarebbe molto più ampia del passato, poiché le detenzioni istituzionali di ETF su oro fisico sono già al 65% del massimo storico.
Rischi di mercato e gioco a doppio senso: le insidie della corsa rialzista dell’oro
Nonostante la corsa rialzista sull’oro sia in pieno svolgimento, i rischi potenziali non vanno sottovalutati. Ghali, in un’intervista, ha sottolineato che la dinamica del mercato dell’oro sta cambiando: da asset marginale a mainstream, il che significa una volatilità significativamente aumentata. Nell’ultimo anno, sebbene le aspettative di inflazione siano diminuite, la minore fiducia nelle istituzioni americane è diventata il principale motore delle operazioni di svalutazione. Se la Corte Suprema dovesse pronunciarsi contro Trump su dazi e dimissioni dei membri della Fed, il dollaro potrebbe indebolirsi ulteriormente (mercoledì era già sceso dello 0,1% a 99,07), spingendo così l’oro al rialzo.
In sintesi, l’inizio del 2026 per il mercato dell’oro è stato spettacolare: sotto la spinta congiunta di geopolitica, dati economici e incertezza politica, i prezzi di oro e argento hanno raggiunto nuovi massimi storici, mostrando caratteristiche di un solido bull market strutturale. Gli investitori devono prestare attenzione ai rischi bidirezionali, ma nel breve termine l’oro dovrebbe mantenere il trend rialzista e potrebbe raggiungere nuovi picchi. In questi tempi pieni di variabili, l’oro non è solo un asset, ma anche un’àncora di fiducia. Guardando al futuro, se l’indipendenza della Federal Reserve sarà mantenuta e le aspettative di inflazione rimarranno stabili, il bull market dell’oro potrebbe continuare; al contrario, maggiori incertezze genereranno ulteriori opportunità. Si consiglia agli investitori di monitorare attentamente le riunioni della Federal Reserve e le dinamiche geopolitiche, e di allocare razionalmente i metalli preziosi per affrontare eventuali tempeste.
(Grafico giornaliero oro spot, fonte: Yihuitong)
Ora di Pechino 07:49, l’oro spot è ora quotato a 4613,24 dollari/oncia.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
