Diverse aziende di tokenizzazione respingono le dichiarazioni di una certa exchange contro il disegno di legge CLARITY
In precedenza, una certa piattaforma di scambio aveva ritirato il proprio sostegno al disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute (legge CLARITY), definendolo un “divieto di fatto” sulle azioni tokenizzate. Tuttavia, le società di tokenizzazione hanno affermato che la legge conferma i titoli digitali regolamentati, invece di vietarli.
Carlos Domingo, CEO di Securitize, ha dichiarato: “L’attuale bozza non uccide le azioni tokenizzate.” Secondo lui, la bozza si limita a chiarire che le azioni tokenizzate sono ancora titoli e devono rispettare le regole esistenti, rappresentando un passo chiave per integrare la blockchain nei mercati tradizionali.
Anche Gabe Otte, CEO di Dinari, non è d’accordo con la posizione della piattaforma di scambio. Ha affermato: “Non riteniamo che la bozza CLARITY sia un ‘divieto di fatto’ sulle azioni tokenizzate.”
Anche Superstate, società di gestione patrimoniale e tokenizzazione guidata dal fondatore di Compound, Robert Leshner, ha espresso un’opinione simile. Il suo Chief Legal Officer, Alexander Zozos, ha affermato che il vero valore della legge risiede nell’aiutare a risolvere le zone grigie degli asset crittografici (quelli la cui natura di titolo non è chiara), piuttosto che nel regolamentare le azioni o le obbligazioni tokenizzate. Queste ultime rientrano infatti nella giurisdizione della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti.
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