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L'oro si mantiene stabile dopo il picco record mentre le tensioni con l'Iran si attenuano ed emergono forti dati dagli Stati Uniti

L'oro si mantiene stabile dopo il picco record mentre le tensioni con l'Iran si attenuano ed emergono forti dati dagli Stati Uniti

101 finance101 finance2026/01/16 12:29
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Per:101 finance

L’oro si mantiene stabile tra segnali di mercato contrastanti

Il prezzo dell’oro (XAU/USD) sta oscillando in un intervallo ristretto questo venerdì, dopo aver raggiunto un nuovo massimo storico vicino a 4.643 dollari all’inizio della settimana. Questo rally è stato alimentato dalle persistenti incertezze geopolitiche e dai dubbi sull’autonomia della Federal Reserve (Fed). Attualmente, XAU/USD sta consolidando intorno a 4.610 dollari, posizionandosi per un modesto guadagno su base settimanale.

La riduzione delle tensioni in Iran ha diminuito l’attrattiva di asset rifugio come l’oro. Nel frattempo, solidi indicatori economici statunitensi e dichiarazioni restrittive da parte dei funzionari della Federal Reserve hanno portato i mercati a credere che i tagli dei tassi di interesse possano essere posticipati, esercitando una certa pressione sui prezzi dell’oro.

Nonostante questi fattori, i rischi geopolitici più ampi continuano a fornire un supporto di fondo all’oro, impedendo cali significativi. Gli investitori continuano ad anticipare la possibilità di due tagli dei tassi da parte della Fed più avanti nell’anno, anche se le aspettative per una riduzione a breve termine stanno diminuendo.

Considerando questo scenario complesso e un calendario economico statunitense relativamente tranquillo, è probabile che l’oro rimanga all’interno di un intervallo, con movimenti dei prezzi molto sensibili ai nuovi sviluppi geopolitici.

Gli operatori di mercato stanno inoltre monitorando attentamente le dichiarazioni dei funzionari della Fed per eventuali nuovi segnali sull’orientamento della politica monetaria, specialmente mentre la banca centrale si avvicina al suo periodo di silenzio prima della riunione del 27-28 gennaio.

Fattori chiave: sviluppi geopolitici, dati USA e indicazioni della Fed

  • I premi di rischio geopolitico sono diminuiti dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha adottato un tono più conciliante nei confronti dell’Iran, riducendo i timori di un conflitto militare immediato. Ciò fa seguito a segnalazioni di una diminuzione della violenza nelle proteste e a una pausa nelle esecuzioni. Tuttavia, giovedì gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni mirate a funzionari iraniani di alto livello e a organizzazioni coinvolte nella gestione delle proteste a livello nazionale.
  • Sul fronte politico, i solidi dati economici statunitensi di questa settimana hanno rafforzato le aspettative che la Federal Reserve procederà con tagli dei tassi graduali, piuttosto che aggressivi. I mercati sono pienamente convinti che i tassi rimarranno invariati nella prossima riunione di gennaio. Secondo il CME FedWatch Tool, i trader vedono ora giugno come il mese più probabile per il primo taglio dei tassi di quest’anno, con una probabilità di circa il 46,6%.
  • Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 10 gennaio sono scese a 198.000, superando le previsioni di 215.000. La media delle quattro settimane è anch’essa diminuita a 205.000 da 211.500. Anche gli indicatori manifatturieri regionali sono migliorati, con l’indice Empire State salito a 7,7 da -3,7, e il sondaggio della Fed di Philadelphia in aumento a 12,6 da -8,8.
  • Dati recenti hanno mostrato che l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense principale è aumentato dello 0,3% su base mensile a dicembre, in linea con le attese e invariato rispetto a novembre, mantenendo il tasso annuo stabile al 2,7%. Il CPI core è salito dello 0,2% su base mensile, sotto le attese dello 0,3%. Su base annua, l’inflazione core è scesa al 2,6%, leggermente inferiore al 2,7% previsto.
  • Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha dichiarato giovedì di prevedere ancora tagli dei tassi quest’anno, ma ha sottolineato la necessità di ulteriori dati a sostegno di questa prospettiva. Ha osservato che i tassi “possono ancora scendere in misura significativa”, ma solo se ci saranno prove evidenti di un calo dell’inflazione. Goolsbee ha anche sottolineato che riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% rimane la principale priorità della Fed.
  • Il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha affermato che mantenere una posizione di politica restrittiva è necessario poiché l’inflazione rimane elevata. Il presidente della Fed di Kansas City, Jeffrey Schmid, ha sostenuto il mantenimento di una politica monetaria “moderatamente restrittiva”, mentre la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha commentato che l’attuale orientamento della politica è appropriato.

Panoramica tecnica: l’oro consolida vicino a 4.600 dollari mentre la spinta rallenta

Tecnicamente, XAU/USD è confinato in una fascia di negoziazione ristretta, con prezzi che oscillano tra 4.580 e 4.640 dollari mentre la spinta rialzista si attenua.

Il grafico a 4 ore mostra il Relative Strength Index (RSI) in calo dai livelli di ipercomprato e ora in zona 50, segnalando un rallentamento della spinta al rialzo.

Attualmente, l’oro è scambiato intorno alla media mobile semplice (SMA) a 21 periodi vicino a 4.610 dollari, che funge da punto pivot di breve termine. Il livello di 4.600 dollari fornisce un primo supporto, con un sostegno più consistente vicino a 4.550 dollari, dove la SMA a 50 periodi si colloca intorno a 4.546 dollari.

Se i prezzi dovessero scendere sotto questa zona di supporto, potrebbe seguire una correzione più profonda. Al contrario, sarebbe necessario un movimento deciso sopra i 4.640 dollari per riaccendere il sentiment rialzista.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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