I verbali del FOMC di dicembre mostrano che la Fed è preoccupata che il finanziamento a breve termine possa bloccarsi
Cosa sapere:
- I funzionari della Fed si concentrano sempre più su una questione: il sistema finanziario ha liquidità sufficiente per funzionare senza intoppi, anche se i tassi d’interesse restano stabili.
- I verbali del FOMC di dicembre mostrano preoccupazione per il fatto che tensioni nel finanziamento a breve termine possano emergere silenziosamente e scatenare improvvisa volatilità.
- I verbali delineano misure volte a prevenire carenze di liquidità prima che le pressioni stagionali si intensifichino all’inizio del 2026.
I verbali della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di dicembre 2025 mostrano che i funzionari stanno prestando molta attenzione a un rischio che raramente fa notizia, ma che può scuotere rapidamente i mercati: se il sistema finanziario potrebbe trovarsi a corto di liquidità anche se i tassi d’interesse si muovono a malapena.
Pubblicati il 30 dicembre, i verbali della riunione del Federal Open Market Committee del 9-10 dicembre suggeriscono che i responsabili politici erano generalmente a proprio agio con il contesto economico. Gli investitori, secondo i verbali, si aspettavano in gran parte un taglio dei tassi di un quarto di punto in quella riunione e prevedevano ulteriori riduzioni nel 2026, e le aspettative sui tassi sono cambiate di poco nel periodo tra le riunioni.
Ma la discussione è andata ben oltre il tasso di riferimento. I verbali sottolineano ripetutamente segnali che i mercati di finanziamento a breve termine — dove banche e istituzioni finanziarie prendono e prestano denaro overnight per facilitare le transazioni quotidiane — stavano diventando più tesi.
Al centro di questa preoccupazione c’è il livello di liquidità, noto come riserve, nel sistema bancario. I verbali affermano che le riserve sono scese a quelli che la Fed considera livelli “ampi”. Sebbene ciò sembri rassicurante, i funzionari hanno descritto questa fascia come un’area in cui le condizioni possono diventare più sensibili: piccoli cambiamenti nella domanda possono spingere verso l’alto i costi di finanziamento overnight e mettere sotto pressione la liquidità.
Sono stati individuati diversi segnali di allarme. I verbali citano tassi repo overnight elevati e volatili, crescenti differenze tra i tassi di mercato e quelli amministrati dalla Fed e un maggiore ricorso alle operazioni repo permanenti della Fed.
Alcuni partecipanti hanno osservato che alcune di queste pressioni sembravano crescere più rapidamente rispetto al periodo di riduzione del bilancio della Fed del 2017–19, un paragone che evidenzia quanto velocemente le condizioni di finanziamento possano deteriorarsi.
I fattori stagionali hanno accentuato la preoccupazione. Le proiezioni del personale indicavano che le pressioni di fine anno, i cambiamenti di fine gennaio e, soprattutto, un grande afflusso primaverile legato ai pagamenti fiscali che confluiscono nel conto del Tesoro presso la Fed, potrebbero prosciugare rapidamente le riserve. Senza interventi, suggeriscono i verbali, le riserve potrebbero scendere sotto livelli confortevoli, aumentando così il rischio di interruzioni nei mercati overnight.
Per affrontare questo rischio, i partecipanti hanno discusso di avviare acquisti di titoli del Tesoro a breve termine per mantenere riserve ampie nel tempo. I verbali sottolineano che questi acquisti sono destinati a sostenere il controllo dei tassi d’interesse e il buon funzionamento del mercato, non a modificare l’orientamento della politica monetaria. Gli intervistati citati nei verbali si aspettavano acquisti per circa 220 miliardi di dollari nel primo anno.
I verbali mostrano anche che i funzionari cercano di aumentare l’efficacia della standing repo facility della Fed — uno strumento di backstop progettato per fornire liquidità durante i periodi di stress. I partecipanti hanno discusso la rimozione del limite complessivo di utilizzo dello strumento e una comunicazione più chiara, affinché gli operatori di mercato lo vedano come una parte normale del quadro operativo della Fed, piuttosto che come un segnale di ultima istanza.
Ora i mercati sono focalizzati sulla prossima decisione di politica monetaria. L’intervallo obiettivo per i federal funds è attualmente compreso tra il 3,50% e il 3,75%, e la prossima riunione del FOMC è programmata per il 27–28 gennaio 2026. Al 1° gennaio, il FedWatch tool di CME Group mostrava che i trader attribuivano una probabilità dell’85,1% che la Fed mantenesse i tassi invariati, contro una probabilità del 14,9% di un taglio di un quarto di punto nella fascia 3,25%–3,50%.
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