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Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una "risposta media" — un giudizio complessivo basato su sette rapporti di settore

Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una "risposta media" — un giudizio complessivo basato su sette rapporti di settore

左兜进右兜左兜进右兜2026/01/05 10:40
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Per:左兜进右兜
Ciao a tutti, sono You Dou.

Verso la fine dell’anno, le principali banche d’investimento pubblicano concentratamente le prospettive di settore per l’anno successivo.
Ma se ti limiti a leggere qualche articolo qua e là, è facile lasciarsi influenzare da conclusioni diverse.

Questa volta, quindi, ho fatto una cosa più “lenta”, ma anche più preziosa—
ho letto insieme i sette report annuali di settore per il 2026 pubblicati da Goldman Sachs a dicembre.

I settori coperti includono:
semiconduttori, ristorazione, consumo di marca, consumo essenziale, immobiliare e materiali da costruzione, servizi di difesa e hotel e gioco d’azzardo.

La conclusione è molto chiara e coerente:

Nel 2026, Goldman Sachs non darà più “risposte medie”.

Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una
Nel 2026, Goldman Sachs non fornirà più una

I. Un consenso molto chiaro: differenziazione, non miglioramento complessivo


Se dovessi riassumere il giudizio di Goldman Sachs sul 2026 in una frase, sarebbe questa:

Non si prezza più il “settore nel complesso”, ma si riconosce che la differenziazione di lungo termine è ormai avvenuta.

Noterai che, praticamente in ogni settore, Goldman Sachs sottolinea ripetutamente lo stesso concetto:

  • Non tutte le aziende possono beneficiare

  • Non tutte le domande torneranno

  • E non è nemmeno che “quando tocca a questo settore deve salire”

Non si tratta di un giudizio emotivo, ma di un tipicoquadro di ricerca post-ciclica.

II. Consumo americano: non ripresa, ma spaccatura strutturale


1️⃣ Ristorazione: i vincitori continuano a guadagnare quote

Nel settore della ristorazione, l’atteggiamento di Goldman Sachs è piuttosto realistico.

Secondo loro:

  • Le fasce di reddito basso sono ancora sotto pressione

  • I giovani consumatori sono più cauti

  • Lo spazio per la crescita tramite l’aumento dei prezzi si è notevolmente ridotto

In questo contesto, a vincere non è “il più economico”, ma chi possiede:

  • vantaggio di scala

  • efficienza operativa

  • digitalizzazione e sistemi di membership

In altre parole,la crescita della ristorazione deriva più dal “forte che mangia il debole” che dall’espansione della domanda stessa.

2️⃣ Abbigliamento e consumo di marca: i soldi ci sono, ma vanno solo a pochi brand

Rispetto alla ristorazione, Goldman Sachs non è pessimista sull’abbigliamento e il consumo di marca.

Non pensano che i consumatori non comprino più vestiti,
ma sottolineano molto chiaramente:

La spesa si sta concentrando sulle aziende con forza di brand e capacità esecutiva.

A determinare il successo non è il ciclo di settore, ma:

  • se il brand ha potere di prezzo

  • se il canale è sotto controllo

  • se gestione delle scorte, costi e ritmo è stabile

Questo significa:
il settore può sopravvivere, ma non significa che tu ci riesca.

3️⃣ Consumo essenziale: la natura difensiva sta venendo meno

Questa è una valutazione un po’ controintuitiva.

Tradizionalmente il consumo essenziale è considerato un asset difensivo.
Ma secondo Goldman Sachs per il 2026:
nel complesso il consumo essenziale potrebbe ancora sottoperformare il mercato.

I motivi non sono complicati:

  • cambiamento nella struttura dei consumi

  • competizione dei marchi privati

  • effetti a lungo termine dei farmaci GLP-1 su dieta e abitudini di consumo

Goldman Sachs punta davvero alle opportunità strutturali nei segmenti di nicchia, non all’etichetta “essenziale” in sé.

III. AI e semiconduttori: il tema resta, ma entra in fase di “selezione rigorosa”


Nel comparto tecnologico, soprattutto nei semiconduttori, il segnale di Goldman Sachs è cruciale.

Non negano che gli investimenti in AI proseguano,
e riconoscono che il Capex infrastrutturale abbia ancora margini di revisione al rialzo.

Ma allo stesso tempo, sottolineano ripetutamente:

Nel 2026, l’investimento in AI torna a essere una “domanda a scelta multipla”, non più un “sì o no”.

Il focus della ricerca è passato da:

  • hai l’AI o no
    a:

  • la struttura dei clienti è di alta qualità

  • partecipi davvero alle fasi chiave di training e inferenza

  • il modello di business può generare flussi di cassa sostenibili

Ecco perché vedi Goldman Sachs cominciare a ridurre il rating di alcune aziende con una forte etichetta AI ma fondamentali deboli.

In sintesi:
AI è ancora importante, ma raccontare storie non basta più.

IV. Settori tradizionali: il settore non conta, conta l’azienda


Immobiliare e materiali da costruzione

Goldman Sachs mantiene un atteggiamento prudente sull’intera filiera immobiliare.

I motivi sono semplici:

  • i tassi d’interesse sono ancora alti

  • i volumi di transazioni sono bassi

  • la fiducia dei consumatori è scarsa

Ma non bocciano del tutto il settore.

Sono disposti a investire in quelle aziende che hanno:

  • ritorno sul capitale chiaro

  • forte capacità di controllo dei costi

  • capacità di mantenere i profitti durante i cicli deboli

Il settore è in controtendenza, ma le aziende possono essere diverse.

Difesa e servizi IT governativi

Nel settore della difesa e dei servizi governativi, Goldman Sachs sottolinea ancora la differenziazione.

Con i bilanci che si restringono e i contratti più severi,
il settore nel complesso è sotto pressione, ma poche aziende riescono comunque a distinguersi.

Il motivo è uno solo:
alto contenuto tecnologico, in linea con le esigenze di sicurezza e digitalizzazione a lungo termine.

Hotel e gioco d’azzardo: netta separazione tra fascia alta e bassa

Nel settore hotel e gioco d’azzardo, il termine usato da Goldman Sachs è molto diretto:
biforcazione.

  • i consumi di alta gamma, i flussi turistici internazionali e gli asset di destinazione restano resilienti

  • la domanda di fascia bassa e sensibile al prezzo resta sotto pressione

Questo, in sostanza, è lo stesso principio applicato ai settori dei consumi sopra descritti.

V. Guardando insieme i sette settori, cosa vuole davvero dire Goldman Sachs?


Mettendo a confronto questi sette report, emerge un quadro molto chiaro:

  • Consumi: stratificazione

  • Tecnologia: differenziazione

  • Settori tradizionali: sopravvivenza dei migliori

Nel 2026, Goldman Sachs non cerca più di dare una “narrazione unica”,
ma ammette molto chiaramente:

questo sarà un anno che premierà solo poche aziende.


La mia interpretazione:


Dopo aver letto questi report, ho avuto una sensazione molto forte:

Il 2026 forse non sarà un anno in cui è facile commettere grandi errori,
ma sicuramente sarà difficile guadagnare con una “allocazione media”.

L’indice potrebbe ancora salire,
le storie potrebbero ancora essere raccontate,
ma i veri extra profitti si concentreranno solo dove la struttura è davvero ottimale.

Se sei ancora abituato a usare:

  • rotazione settoriale

  • etichette di concetto


allora il 2026 potrebbe essere un anno difficile.

Ma se sei disposto a:

  • accettare la differenziazione

  • riconoscere la non uniformità

  • rimettere il focus sulla qualità aziendale


allora quest’anno, invece, sarà un anno di vantaggio per gli investitori che fanno ricerca.


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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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