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L'IA potrebbe rappresentare dei rischi per l'industria del software. Secondo gli esperti, c'è un titolo che dovresti evitare in particolare

L'IA potrebbe rappresentare dei rischi per l'industria del software. Secondo gli esperti, c'è un titolo che dovresti evitare in particolare

101 finance101 finance2026/01/13 23:20
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Le azioni software continuano a rimanere indietro rispetto al mercato nel 2025

ANGELA WEISS / AFP via Getty Images

Per il secondo anno consecutivo, le aziende software non sono riuscite a tenere il passo con il mercato più ampio nel 2025.

Punti principali

  • Le azioni del settore software hanno nuovamente sottoperformato rispetto al mercato complessivo quest'anno, poiché le preoccupazioni sull'impatto dell'intelligenza artificiale hanno smorzato l'entusiasmo degli investitori.
  • Gli analisti di Oppenheimer hanno declassato il titolo Adobe, evidenziando ostacoli significativi che attualmente affrontano il settore del software applicativo.

Un tempo favorito da Wall Street, il settore software ha perso il suo fascino nell'era dell'AI.

Nel 2025, le azioni software all'interno dell'S&P 500 sono rimaste indietro rispetto all'indice per il secondo anno consecutivo. Nel frattempo, le aziende che producono hardware e infrastrutture che alimentano l'AI—come i produttori di chip e di memoria—hanno trainato i guadagni di mercato. Gli esperti prevedono che i venti contrari che affrontano le aziende software, in particolare quelle che sviluppano applicazioni, persisteranno fino al 2026.

Ad esempio, Oppenheimer ha recentemente abbassato il suo rating su Adobe (ADBE) da “Outperform” a “Perform” e ha rimosso il suo target di prezzo, citando rischi legati all'AI che stanno influenzando tutto il panorama del software applicativo. Dopo questo annuncio, le azioni di Adobe, già in calo di oltre il 20% nell'ultimo anno, sono scese di oltre il 5% martedì.

Perché è importante

In molti si aspettavano che le azioni software avrebbero avuto una forte performance nel 2025, sostenute dall'adozione di strumenti alimentati dall'AI. Tuttavia, il lancio di questi agenti AI è stato più lento del previsto, portando a un crescente scetticismo sulla capacità del settore di adattarsi e alimentando timori sul potenziale disruptive dell'AI.

Oppenheimer osserva che il vantaggio competitivo di Adobe viene percepito come in diminuzione a causa dell'AI. Secondo l'analista Brian Schwartz e il suo team, l'AI generativa sta accelerando la creazione di contenuti, esercitando al contempo una pressione al ribasso sui prezzi e sulla crescita degli abbonati. Adobe ora si trova di fronte a nuovi rivali, tra cui fornitori di modelli linguistici di grandi dimensioni come OpenAI e piattaforme come Meta, che offrono strumenti creativi che riducono la necessità di software Adobe specializzati.

Vi è anche il timore che l'AI generativa possa minare il modello di prezzo basato sul numero di postazioni utilizzato da molte aziende software-as-a-service, inclusa Adobe. Tradizionalmente, Adobe ha venduto un numero fisso di licenze Creative Cloud per periodi determinati, garantendo così ricavi prevedibili. Se il modello di prezzo basato sull'uso, alimentato dall'AI—dove i clienti pagano per utilizzo—diventasse lo standard, le aziende software potrebbero dover ripensare i propri modelli di business.

Anche se il modello di prezzo basato sulle postazioni dovesse rimanere comune, l'AI potrebbe comunque rallentare la crescita degli abbonamenti, consentendo alle aziende di operare con team più piccoli e rendendo più facile per i clienti cambiare fornitore, come evidenziato in un recente rapporto di Deutsche Bank.

Punti di forza nel settore software

Non tutte le aziende software sono colpite allo stesso modo dall'AI. Secondo Deutsche Bank, le aziende di software infrastrutturale hanno visto una forte performance lo scorso anno, poiché le imprese hanno accelerato gli aggiornamenti IT e le migrazioni al cloud per sfruttare meglio l'AI.

Palantir (PLTR), fornitore di software di analisi dei dati, ha visto il prezzo delle proprie azioni più che raddoppiare lo scorso anno grazie al boom delle vendite commerciali. Le tendenze di migrazione al cloud hanno beneficiato anche aziende come MongoDB (MDB) e Snowflake (SNOW).

Gli analisti di Morgan Stanley ritengono che il momentum dietro il software infrastrutturale continuerà fino al 2026. Si aspettano che l'adozione di AI copilots e agenti stimolerà la domanda di soluzioni per la gestione e il monitoraggio dei dati, insieme alla continua crescita dei servizi cloud.

La spesa per cloud e AI rimane una priorità assoluta per le organizzazioni quest'anno. Secondo un sondaggio Jefferies tra i responsabili IT, si prevede che la spesa per il cloud crescerà del 10%, mentre la quota dei budget IT destinata all'AI dovrebbe salire quasi al 12%, rispetto al 6,5% dello scorso anno.

Prospettive di Adobe

Il prezzo delle azioni Adobe è sceso di oltre il 50% rispetto al picco del 2021. Degli analisti monitorati da Visible Alpha, circa la metà attualmente valuta Adobe come “Buy”, con due che mantengono una posizione neutrale e tre che raccomandano la vendita. Il target di prezzo consensuale di circa 392 dollari suggerisce un potenziale aumento del 26% rispetto al prezzo di chiusura di martedì.

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