La guerra tra la finanza tradizionale e quella decentralizzata ha raggiunto un nuovo culmine intorno alle stablecoin che generano rendimento. I leader dell’industria bancaria credono che queste possano creare una forma di sistema bancario parallelo e non regolamentato, destabilizzando l’economia attirando liquidità via dalle banche. I sostenitori delle criptovalute sostengono che si tratti solo di un tentativo da parte delle istituzioni finanziarie di mantenere il loro potere storico sul sistema economico. Il GENIUS Act, una legge approvata dal Congresso volta a regolamentare le stablecoin, si trova al centro di questo dilemma.
Il CFO di JPMorgan Chase ha dichiarato durante la call degli utili del quarto trimestre che, sebbene la banca accolga la concorrenza, non desidera competere con un sistema bancario parallelo non regolamentato. Secondo Barnum, le stablecoin che generano rendimento sono considerate “ovviamente una cosa pericolosa e indesiderabile” proprio per questo motivo.
Pur avendo in passato JPMorgan Chase abbracciato la tecnologia blockchain, arrivando persino a lanciare la propria deposit coin JPMD, questa è la linea di demarcazione che hanno deciso di tracciare. Il GENIUS Act potrebbe diventare lo strumento utilizzato dal colosso bancario per stabilire regolamentazioni per le stablecoin con rendimento.
Cosa sono le stablecoin che generano rendimento
Le stablecoin che generano rendimento sono un tipo di stablecoin solitamente ancorate al dollaro USA che mantengono sia un valore stabile sia generano interessi nel tempo. Questo rappresenta un caso d’uso interessante per gli investitori che cercano un modo decentralizzato di ottenere un rendimento sui propri contanti senza la volatilità che può derivare dallo staking di criptovalute come Ethereum.
Le stablecoin che generano rendimento si suddividono in token rebase e non-rebase. I token rebase sono “quelli il cui saldo si aggiusta automaticamente. In questo caso, il rebasing distribuisce le ricompense dei token (interessi maturati) sotto forma di token aggiuntivi.”
Ad esempio, se investi 1.000 dollari in stablecoin che generano rendimento, il tuo saldo crescerà nel tempo senza bisogno di alcuna azione, e il prezzo della singola stablecoin rimarrà invariato. Al contrario, i token non-rebase non modificano il tuo saldo di token, ma il valore di ciascun token cresce nel tempo man mano che il rendimento si accumula. Questi sono generalmente basati su staking/derivati o DeFi.
Le stablecoin che generano rendimento producono rendimento tramite diversi meccanismi, come prestiti DeFi, liquidity mining, staking e backing con RWA. Alcuni esempi di stablecoin che generano rendimento sono aUSDC (Aave), USDY (Ondo), USDM (Mountain Protocol), e persino BUIDL di Blackrock.
TradFi vs. DeFi: Il futuro delle stablecoin che generano rendimento & il GENIUS Act
Il GENIUS Act rappresenta una possibile risposta legislativa alle preoccupazioni di JP Morgan Chase riguardo alle stablecoin che generano rendimento. GENIUS sta per “Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act.” Questo titolo incarna lo scopo della legge, ossia permettere l’innovazione delle stablecoin garantendo al contempo la protezione dei consumatori e la stabilità del sistema finanziario statunitense.
Il GENIUS Act afferma che “gli emittenti di stablecoin di pagamento non possono pagare interessi o rendimenti ai clienti che le detengono.” Questo significa che una stablecoin da sola non può legalmente funzionare come un prodotto di risparmio con interesse, come può fare una banca. Tuttavia, una scappatoia nell’attuale legislazione è che non impedisce a terzi, come exchange di criptovalute o servizi DeFi, di offrire ricompense o rendimenti da staking sui saldi dei detentori di stablecoin.
Questa scappatoia è esattamente ciò che le grandi banche come JPMorgan Chase stanno facendo pressione per chiudere, il che rappresenta una vera minaccia per gli emittenti di stablecoin che generano rendimento, dato il potere dell’industria bancaria. Allo stesso tempo, l’industria delle criptovalute ha trovato nuova forza nel suo potere di lobbying politico grazie all’atteggiamento pro-crypto dell’amministrazione Trump. In questo scenario, il futuro delle stablecoin che generano rendimento potrebbe dover vedere il suo destino sia in tribunale che al Congresso.

