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Il fondatore di un rinomato fondo di criptovalute afferma: "Bitcoin morirà entro 7-11 anni" – Ecco perché

Il fondatore di un rinomato fondo di criptovalute afferma: "Bitcoin morirà entro 7-11 anni" – Ecco perché

BitcoinSistemiBitcoinSistemi2026/01/16 19:32
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Per:BitcoinSistemi

Justin Bons, fondatore e CIO del fondo di investimento crypto CyberCapital, ha sostenuto che Bitcoin rischia il collasso nei prossimi 7-11 anni a causa dell’attuale modello economico e di sicurezza.

Secondo Bons, questo processo sarà innescato dalla diminuzione dei ricavi del mining dovuta ai cicli di halving e dal progressivo esaurimento del budget che finanzia la sicurezza della rete.

Bons ha affermato che, affinché Bitcoin mantenga l’attuale livello di sicurezza, dovrebbe raddoppiare il proprio prezzo ogni quattro anni oppure generare commissioni di transazione costantemente elevate. Sostenendo che ciò sia matematicamente impossibile, Bons ha ribadito che un simile aumento di prezzo supererebbe il PIL globale nel giro di poche decadi e che commissioni elevate sarebbero insostenibili in un mercato libero e competitivo.

Bons ha dichiarato che il “budget di sicurezza” di Bitcoin si sta effettivamente riducendo a causa della diminuzione delle ricompense per il mining a ogni halving, aggiungendo che l’aumento dell’hashrate da solo non rappresenta sicurezza. Secondo l’analista, il vero parametro critico è il ricavo totale pagato ai miner; perché la sicurezza della rete viene misurata dal costo di un attacco, piuttosto che dal numero di hash prodotti.

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Bons ha sostenuto che con la diminuzione dei budget per la sicurezza, gli attacchi al 51% e gli scenari di double-spending diventeranno sempre più allettanti. Ha sottolineato che i grandi exchange di criptovalute potrebbero essere particolarmente vulnerabili, suggerendo che il costo di un attacco giornaliero potrebbe scendere a pochi milioni di dollari nei prossimi anni, mentre i potenziali profitti potrebbero raggiungere centinaia di milioni o addirittura miliardi di dollari.

In questo contesto, ha sostenuto che un valore di rete teoricamente superiore ai 2 trilioni di dollari potrebbe essere gravemente compromesso da un investimento di circa 1 miliardo di dollari. Bons ha dichiarato che anche stati rivali dal punto di vista geopolitico o grandi attori finanziari potrebbero effettuare tale analisi costi-benefici.

Secondo Bons, a questo punto Bitcoin si trova di fronte a due opzioni negative:

  • Aumentare l’inflazione fino a superare il limite di offerta di 21 milioni,
  • Oppure accettare che la rete diventi vulnerabile ad attacchi e censure.

Bons ha sostenuto che questo dilemma mina il fondamentale “contratto sociale” di Bitcoin, osservando che anche alcuni sviluppatori core hanno riconosciuto questo problema e discusso l’aumento dell’offerta come possibile soluzione. Ha inoltre menzionato che personalità come Peter Todd hanno attirato l’attenzione sulla questione del budget per la sicurezza.

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Bons ha sostenuto che la capacità di Bitcoin di circa 7 transazioni al secondo (TPS) rende il sistema vulnerabile durante le crisi. Ha dichiarato che anche se solo una piccola frazione degli utenti attuali volesse processare transazioni on-chain contemporaneamente, potrebbe crearsi una coda di transazioni che durerebbe mesi. Ha suggerito che ciò potrebbe di fatto generare un effetto “corsa agli sportelli”, aumentando ulteriormente il panico poiché gli utenti non riuscirebbero a spostare i propri fondi in tempo.

Secondo Bons, una potenziale crisi di fiducia e un calo del prezzo potrebbero ridurre la redditività dei miner, portando a una diminuzione dell’hashrate. I rallentamenti della rete dovuti a ritardi nell’aggiustamento della difficoltà potrebbero aumentare l’accumulo di transazioni, alimentando il panico. Questo crea un rischio di “spirale della morte” tra calo di prezzo – uscita dei miner – rallentamento della rete.

Justin Bons sostiene che l’attuale nozione di Bitcoin come “immutabile ed eternamente sicuro” non riflette la realtà, affermando che l’equilibrio tra sicurezza, scarsità e casi d’uso è stato compromesso. Secondo Bons, questi problemi diventeranno più evidenti entro 7-11 anni a causa dell’impatto dei cicli di halving e la comunità di Bitcoin dovrà inevitabilmente affrontare una resa dei conti.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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