I cali di prezzo non sono sempre un reset, e le recenti azioni di mercato lo dimostrano chiaramente.
Per cominciare, il 'rally di inizio anno' è iniziato con quasi 200 miliardi di dollari di afflussi, che hanno innescato una breve spazzata di liquidità, eliminando circa 500 milioni di dollari.
In particolare, questa flessione ha raggiunto livelli che non vedevamo da poco prima del crollo pre-ottobre.
Bitcoin [BTC], pur non guidando il rally, ha comunque attirato quasi 100 miliardi di dollari e ha persino sfiorato i 95k. Normalmente, notizie come la risoluzione dell’incertezza su MSTR da parte di MSCI e il lancio dell’ETF su BTC avrebbero dovuto spingerlo più in alto.
Invece, Bitcoin ha chiuso la giornata in calo del 2%, tornando intorno ai 90k.
Cosa lo ha tradito? Il tempismo. Il mercato ha subito notato che il lancio dell’ETF su BTC di Morgan Stanley e la risoluzione MSCI non erano solo una coincidenza. Al contrario, si è diffuso un altro round di discussioni su una possibile “manipolazione”.
Per contestualizzare, il crash di BTC nel quarto trimestre è stato innescato dalla potenziale esclusione di MSTR da MSCI. Avanzando fino a oggi, gli sviluppi recenti su ETF e MSCI si sono allineati perfettamente, offrendo alle istituzioni un chiaro calo da acquistare.
Tuttavia, non è andata così.
Invece, Bitcoin si è ritirato, gli ETF hanno registrato deflussi, le posizioni long sono state liquidate e il sentimento è tornato verso la “paura”. Secondo AMBCrypto, questa dinamica mostra esattamente perché il ritorno di BTC a 90k potrebbe non essere solo un “sano” reset.
Bitcoin si ritira nonostante due catalizzatori istituzionali
Il tempismo della mossa di Morgan Stanley su Bitcoin non poteva essere migliore.
Dal lato macro, il FUD stava finalmente iniziando a svanire. Tecnicamente, il momentum di inizio anno si è subito tradotto in azione reale, poiché gli ETF su BTC hanno raccolto oltre 1 miliardo di dollari solo nei primi due giorni di trading di quest'anno.
Tuttavia, il rally non è durato. Il momentum si è rapidamente scontrato con una resistenza e gli ETF su BTC hanno visto deflussi per 486 milioni di dollari il 7 gennaio, proprio mentre circolavano le notizie sulla richiesta di ETF su Bitcoin e la risoluzione MSCI su MSTR.
In questo contesto, il calo di Bitcoin non sembra essere un vero reset.
Al contrario, riflette una cautela di mercato persistente. Il Coinbase Premium Index (CPI) è tornato in territorio negativo a -0,07 al momento della stesura. Questo segnala una domanda domestica più debole nonostante i catalizzatori apparentemente rialzisti.
In breve, la reazione del mercato suggerisce una crescente sensibilità alla narrativa della manipolazione.
Dal punto di vista tecnico, ciò supporta la visione di AMBCrypto: il FUD non è ancora finito, e il ritracciamento di BTC sembra meno un acquisto sul calo e più uno sgonfiamento del sentimento, mantenendo alto il rischio di una correzione più profonda.
Pensieri finali
- Nonostante le notizie sugli ETF e la chiarezza di MSCI, Bitcoin non è riuscito a mantenere i guadagni, è sceso a 90k e ha visto deflussi dagli ETF, liquidazioni e un sentimento in calo verso la paura.
- Con il CPI tornato negativo e i trader che si riposizionano, il movimento sembra meno un acquisto sul calo e più un FUD persistente.


