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La scommessa principale dei trader obbligazionari sul 2026 viene confermata mentre la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti rallenta

La scommessa principale dei trader obbligazionari sul 2026 viene confermata mentre la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti rallenta

101 finance101 finance2026/01/11 20:41
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Prospettive del Mercato Obbligazionario: Gli Investitori Osservano le Mosse della Federal Reserve nel 2026

Foto di Jamie Kelter Davis/Bloomberg

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Le Scommesse sulla Politica della Fed Guidano le Strategie del Mercato Obbligazionario

Gli investitori nel mercato obbligazionario continuano a scommettere in modo significativo sulla direzione della Federal Reserve e sulla performance dei Treasury fino al 2026. I recenti dati sull'occupazione pubblicati venerdì hanno indicato che la creazione di posti di lavoro è stata inferiore alle aspettative, rafforzando la convinzione che la Fed attuerà ulteriori tagli dei tassi per sostenere la crescita economica. Questo ha rafforzato la convinzione che i Treasury a breve termine, i più sensibili alla politica della Fed, sovraperformeranno rispetto ai titoli a più lunga scadenza quest'anno, determinando un allargamento dello spread tra i due rendimenti.

La cosiddetta strategia “steepener”—cioè preferire i Treasury a breve rispetto a quelli a lungo termine—è rimasta un approccio popolare per tutto il 2025 e continua ad attrarre grandi operatori come Pimco anche nel 2026. La scorsa settimana, il divario tra i rendimenti dei Treasury a due e dieci anni ha raggiunto il livello più alto degli ultimi nove mesi.

“Ci concentriamo su investimenti a lungo termine, e nei prossimi uno o due anni ci sono molti scenari in cui la strategia steepener potrebbe avere successo”, ha osservato Pramod Atluri, gestore di portafoglio obbligazionario presso Capital Group.

Il report sull’occupazione ha concluso un periodo intenso per questa strategia. Venerdì, i trader attendevano anche una decisione della Corte Suprema riguardo alle contestazioni sulle tariffe dell’ex presidente Donald Trump, ma non è stata emessa alcuna sentenza. Se la Corte dovesse annullare le tariffe, ciò potrebbe influenzare i Treasury a causa delle entrate che tali tariffe generano. Inoltre, gli investitori stanno valutando la proposta di Trump affinché Fannie Mae e Freddie Mac acquistino 200 miliardi di dollari in titoli garantiti da mutui.

L’Inflazione Resta una Sfida

L’attenzione ora si sposta sulla pubblicazione di martedì dei dati sui prezzi al consumo di dicembre, che dovrebbero mostrare un’inflazione persistente—potenzialmente inducendo la Fed a sospendere ulteriori riduzioni dei tassi.

Dallo scorso settembre, la Fed ha abbassato i tassi tre volte. I trader prevedono il prossimo taglio verso la metà del 2026, con un’ulteriore possibile riduzione più avanti nell’anno. Le aspettative su queste mosse continueranno a influenzare le scommesse sulla pendenza della curva dei rendimenti.

Tuttavia, non tutti gli esperti sono convinti che la strategia steepener continuerà a dare risultati. Subadra Rajappa, responsabile della strategia sui tassi USA presso Societe Generale, ha commentato:

“Non credo ci sia molto spazio perché la curva si accentui ulteriormente. Un’occupazione stabile e un’inflazione ostinata suggeriscono meno tagli dei tassi in futuro.”

Il report sull’occupazione di venerdì ha anche rivelato un calo del tasso di disoccupazione a dicembre, riducendo la probabilità di un taglio dei tassi questo mese e provocando un parziale disfacimento della strategia steepener. Il divario tra i rendimenti dei Treasury a due e dieci anni si è ristretto al livello più basso dalla fine dello scorso anno.

La Strategia Steepener Resta Popolare tra Molti Gestori di Fondi

Nonostante i recenti cambiamenti, la strategia steepener rimane popolare tra i gestori obbligazionari statunitensi. Secondo JPMorgan Chase & Co., i maggiori fondi obbligazionari core attivi mantengono ancora un’esposizione significativa a questa posizione, sebbene l’abbiano ridotta leggermente dalla fine dello scorso anno.

Il Tempismo è Tutto

Brian Quigley, senior portfolio manager presso Vanguard, ha sottolineato l’importanza del tempismo:

“Siamo abbastanza neutrali sui tassi, ma lo steepener è stata la nostra operazione preferita a inizio anno.”

Quigley prevedeva che gli investitori globali avrebbero richiesto rendimenti più elevati sui titoli a lungo termine all’inizio dell’anno a causa di un forte aumento dell’emissione obbligazionaria. Questa settimana sono in programma aste di Treasury decennali e trentennali per un totale di 61 miliardi di dollari, il che potrebbe mettere sotto pressione quelle scadenze.

Atluri di Capital Group si sta posizionando per una curva più ripida sovrappesando i titoli a breve scadenza. Si aspetta che questo approccio dia buoni risultati se un’avversione al rischio nei mercati del credito o azionari porterà a aspettative di tagli più profondi della Fed, o se una forte crescita economica o timori sul deficit spingeranno i rendimenti a lungo termine verso l’alto.

Il Punto di Vista degli Strategist di Bloomberg

La macro strategist di Bloomberg, Tatiana Darie, osserva che le tendenze occupazionali somigliano a quelle che precedono una recessione, il che spiega perché i trader continuano ad anticipare un ulteriore allentamento della Fed—anche se un taglio dei tassi a gennaio ora sembra improbabile. I segnali contrastanti dai dati economici e i rischi di offerta lasciano gli investitori obbligazionari incerti sulla futura direzione dei rendimenti, specialmente con l’imminente pubblicazione del CPI di dicembre.

Le preoccupazioni sulla spesa pubblica sono inoltre in primo piano mentre i trader attendono la sentenza definitiva della Corte Suprema sulle tariffe, con il prossimo giorno di opinioni previsto per mercoledì.

Alcuni operatori di mercato ritengono che una sentenza contraria alle tariffe potrebbe avere effetti misti: da un lato potrebbe alleviare le preoccupazioni sull’inflazione e sostenere i titoli a più lunga scadenza, dall’altro potrebbe aumentare i timori sul deficit federale e portare a maggiori aste di Treasury.

John Brady, amministratore delegato di RJ O’Brien, suggerisce che se le tariffe saranno ridotte, le iniziali paure sull’inflazione potrebbero attenuarsi, potenzialmente favorendo i titoli a lunga scadenza e mettendo in discussione la strategia steepener. Tuttavia, questo scenario potrebbe cambiare se un nuovo presidente della Fed, eventualmente nominato da Trump dopo la fine del mandato di Jerome Powell a maggio, favorisse tagli dei tassi più aggressivi—specialmente se l’inflazione dovesse raffreddarsi.

“Se ciò dovesse accadere, i mercati potrebbero iniziare a prezzare un terzo taglio dei tassi quest’anno,” ha detto Tony Rodriguez, responsabile della strategia obbligazionaria presso Nuveen.

Prossimi Eventi da Tenere d’Occhio

  • Pubblicazione Dati Economici:
    • 13 gennaio: ottimismo delle piccole imprese NFIB, variazione settimanale dell’occupazione ADP, CPI di dicembre, vendite di nuove case, bilancio federale, permessi di costruzione
    • 14 gennaio: richieste di mutui MBA, indice dei prezzi alla produzione (ott/nov), vendite al dettaglio, saldo delle partite correnti, vendite di case esistenti, scorte aziendali
    • 15 gennaio: richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, indice dei prezzi all’import/export, Empire manufacturing, business outlook della Fed di Philadelphia, flussi TIC
    • 16 gennaio: attività dei servizi della Fed di NY, produzione industriale/manifatturiera, utilizzo della capacità produttiva, indice del mercato immobiliare NAHB
  • Interventi della Federal Reserve:
    • 12 gennaio: Raphael Bostic (Atlanta Fed), Tom Barkin (Richmond Fed), John Williams (NY Fed)
    • 13 gennaio: Alberto Musalem (St. Louis Fed), Tom Barkin
    • 14 gennaio: Anna Paulson (Philadelphia Fed), Stephen Miran (Governatore), Neel Kashkari (Minneapolis Fed), Raphael Bostic, John Williams
    • 15 gennaio: Raphael Bostic, Michael Barr (Governatore), Tom Barkin, Jeff Schmid (Kansas City Fed)
    • 16 gennaio: Philip Jefferson (Vice Chair), Michelle Bowman (Vice Chair for Supervision)
  • Aste del Tesoro:
    • 12 gennaio: titoli a 13 e 26 settimane, note a tre anni, note a 10 anni
    • 13 gennaio: titoli a sei settimane, obbligazioni a 30 anni
    • 14 gennaio: titoli a 17 settimane
    • 15 gennaio: titoli a 4 e 8 settimane

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