Gennaio 2026 è iniziato con grande fermento per il mercato crypto, mentre colpi di scena politici da Washington a Caracas hanno provocato forti oscillazioni dei prezzi. Bitcoin è sceso brevemente sotto i 90.000 dollari prima di risalire intorno ai 91.000, mentre Ethereum si è mantenuto poco sopra i 3.000 dollari grazie a nuove scommesse istituzionali. La cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte delle forze statunitensi ha innescato enormi pagamenti sui mercati predittivi come Polymarket, dove un trader ha incassato oltre 400.000 dollari su scommesse legate alla sua destituzione. Questo evento da solo ha aumentato la volatilità, con Bitcoin in calo del 2 percento in un solo giorno mentre i trader valutavano i rischi geopolitici contro potenziali accordi petroliferi a favore degli interessi americani. Solana, spesso vista come una scommessa ad alta beta, è salita inizialmente del 5 percento sull'entusiasmo per il lancio del suo token mobile, ma ha poi restituito i guadagni quando il sentiment generale si è deteriorato.
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La saga Maduro e la frenesia dei mercati predittivi
Il dramma venezuelano si è sviluppato rapidamente, con annunci degli Stati Uniti sul sequestro di 127.000 Bitcoin da entità collegate, per un valore di 15 miliardi di dollari. Questo bottino è stato etichettato come riserva strategica dal Tesoro, segnalando la fine delle aste e una strategia di mantenimento che ha temporaneamente sostenuto il sentiment su Bitcoin. Tuttavia il mercato ha reagito con nervosismo, poiché i timori di insider trading su piattaforme come Polymarket hanno portato a nuove proposte di legge per reprimere tali scommesse. Anche Ethereum ha subito la pressione, scendendo del 3 percento mentre i trader si spostavano su stablecoin più sicure, ma si è ripreso dopo la notizia che Morgan Stanley aveva presentato domanda per uno spot ETH trust. XRP, grazie ai suoi legami con i pagamenti transfrontalieri, è salito del 4 percento su voci di un possibile beneficio per Ripple da accordi petroliferi tra Stati Uniti e Venezuela, anche se la società ha abbandonato i piani di IPO per concentrarsi sulla crescita.
Scontro al Senato sulle regole crypto
I colloqui bipartisan nelle commissioni Agricoltura e Banche del Senato hanno incontrato ostacoli ma sono andati avanti, con un voto chiave previsto per il 15 gennaio sul CLARITY Act. Questo disegno di legge mira a suddividere la supervisione tra SEC e CFTC, potenzialmente aprendo la strada a flussi istituzionali verso gli asset digitali. Bitcoin è rimasto stabile tra le aspettative, ma altcoin come Cardano sono salite del 10 percento, riconquistando la posizione nella top 10 mentre gli investitori retail percepivano segnali di via libera normativa. Solana è scesa a causa di notizie di hack da Bybit ma si è ripresa grazie al lancio di stablecoin proprie e aggiornamenti dell'ecosistema. L'attesa ha aumentato la tensione, con una capitalizzazione totale di mercato salita di 115 miliardi dall'inizio dell'anno, per poi perdere 50 miliardi in un ritracciamento a metà settimana legato a incertezze sulle tariffe.
Risposte diverse delle coin al caos
La resilienza di Bitcoin è emersa chiaramente, con scambi in un range stretto tra 86.000 e 92.000 nonostante i venti contrari macro come il drenaggio di liquidità da parte della Fed. Gli esperti indicano segnali di ipervenduto che suggeriscono un rimbalzo fino a 124.000 entro la fine del trimestre. Ethereum ha rotto il suo trend ribassista, puntando a una crescita alimentata da aumenti di capacità dei blob in vista dell’upgrade Fusaka, anche se è rimasto indietro rispetto a Bitcoin in termini di dominanza. Solana ha cercato nuovi massimi grazie alle narrative d'utilità ma ha subito pressioni a causa della frenesia dei memecoin e delle conseguenze di un hack da 1,5 miliardi di dollari. XRP si è distinto come favorito dalla folla, in rialzo del 7 percento complessivo, sostenuto da cambiamenti politici sotto un’amministrazione pro-crypto. Coin minori come Ondo nel settore real-world asset sono salite del 15 percento grazie a flussi istituzionali, mentre le meme coin come i Trump token hanno liberato miliardi ma sono crollate a causa della volatilità.
Cosa dicono i professionisti
Analisti come quelli di Lowenstein Sandler avvertono che le restrizioni sui mercati predittivi potrebbero frenare le scommesse speculative sulle politiche governative, raffreddando i flussi di capitale speculativo. Ray Dalio segnala le elezioni di metà mandato del 2026 come punto di svolta, prevedendo un declino del dollaro che favorirebbe Bitcoin come copertura. Brian Armstrong di Coinbase sostiene che i rendimenti delle stablecoin non sconvolgeranno il settore del lending, spingendo per maggiori ricompense per attirare nuovi utenti. Gli analisti tecnici prevedono un gennaio positivo con un massimo locale entro la fine del mese, seguito da una fase laterale fino a marzo prima di una forte risalita in coincidenza con nuovi stimoli. MartyParty sottolinea la tripla scadenza del 15 gennaio: le sentenze della Corte Suprema sulle tariffe, i voti sulle leggi crypto e il ribilanciamento MSCI che potrebbe costringere alla vendita di 15 miliardi da parte di società fortemente esposte a Bitcoin come MicroStrategy, scuotendo i prezzi nel breve termine.
Guardando nella sfera di cristallo, il mercato sembra destinato a ulteriori oscillazioni ma con una tendenza rialzista se le regolamentazioni verranno approvate. Bitcoin potrebbe puntare ai 100.000 entro marzo se i dati CPI del 13 gennaio saranno deboli e le tariffe confermate, attirando flussi verso gli ETF. Ethereum potrebbe arrivare a 4.000 grazie agli aggiornamenti di rete, mentre Solana mira a nuovi record se gli hack diminuiranno e le soluzioni mobili avranno successo. XRP potrebbe salire a 1 dollaro se si concretizzeranno accordi transfrontalieri. Tuttavia, permangono rischi legati alle decisioni sui tassi della Fed del 28 gennaio e a unlock come il massiccio dump di Ondo. Nel complesso, i professionisti puntano sulla crescita istituzionale rispetto all’hype retail, con una possibile altseason a fine primo trimestre se la dominanza diminuirà.



