NEW YORK, aprile 2025 – Il Chief Financial Officer di JPMorgan Chase, Jeremy Barnum, ha lanciato un severo avvertimento questa settimana, dichiarando che la pratica di pagare interessi sugli stablecoin è “chiaramente pericolosa e indesiderabile”. Le sue affermazioni, rilasciate durante la conference call trimestrale sugli utili della banca e riportate da CoinDesk, colpiscono il cuore di un dibattito in rapida evoluzione su come regolamentare gli asset digitali che imitano il denaro tradizionale. Questo avvertimento arriva proprio mentre i legislatori statunitensi stanno redigendo una legislazione volta a definire le regole per l’intera struttura del mercato crypto, creando un momento cruciale per il futuro della finanza decentralizzata.
I rischi degli interessi sugli stablecoin evidenziano la divisione regolamentare
L’argomentazione principale di Jeremy Barnum si concentra su un’asimmetria critica nella regolamentazione finanziaria. Ha affermato esplicitamente che il pagamento di interessi sugli stablecoin condivide le caratteristiche fondamentali e i rischi intrinseci dei depositi bancari tradizionali. Tuttavia, questa pratica opera attualmente al di fuori dell’ampio quadro normativo che protegge i clienti bancari. Questa lacuna regolamentare, secondo il CFO di JPMorgan, crea un pericolo sistemico significativo. Gli esperti finanziari concordano ampiamente sul fatto che le regolamentazioni sui depositi bancari svolgano ruoli cruciali. Garantiscono che le istituzioni mantengano riserve di capitale adeguate, partecipino a programmi di assicurazione federale come l’FDIC e siano sottoposte a controlli regolari e rigorosi. L’assenza di queste salvaguardie per i programmi di interesse sugli stablecoin lascia i consumatori esposti a potenziali eventi di insolvenza senza molti rimedi, una vulnerabilità che la finanza tradizionale ha storicamente affrontato dopo periodi di crisi.
Inoltre, questo avvertimento non è un’opinione isolata. Riflette una crescente preoccupazione tra i regolatori finanziari tradizionali e i politici. Il President’s Working Group on Financial Markets aveva già evidenziato rischi simili in un rapporto del 2021. L’affermazione di Barnum, quindi, amplifica una prospettiva regolatoria consolidata, utilizzando la piattaforma autorevole di una conference call sugli utili di una delle principali banche globali. Il suo ruolo di CFO della più grande banca degli Stati Uniti per asset conferisce notevole peso alla critica, costringendo i partecipanti al mercato e i legislatori a prestare molta attenzione.
Le dinamiche del rendimento non regolamentato
Per comprendere il rischio, è necessario esaminare come le aziende crypto generano rendimento per pagare interessi sulle detenzioni di stablecoin. Tipicamente, le aziende reinvestono i depositi dei clienti in vari protocolli di finanza decentralizzata (DeFi). Questi protocolli offrono ritorni per attività come il lending o la fornitura di liquidità. Tuttavia, questi ritorni sono condizionati dalla performance volatile dei mercati crypto e dalla sicurezza di smart contract spesso sperimentali. Un brusco calo del mercato o un exploit di protocollo può rapidamente far evaporare il valore sottostante, mettendo a rischio l’interesse promesso e il capitale stesso. Questo modello contrasta nettamente con l’uso dei depositi da parte delle banche, che avviene principalmente per prestiti a basso rischio coperti da assicurazione federale.
Un disegno di legge del Senato propone un nuovo quadro per i premi crypto
Le dichiarazioni di Barnum seguono direttamente uno sviluppo legislativo significativo. La U.S. Senate Banking Committee ha recentemente pubblicato una bozza di legge focalizzata sull’istituzione di una struttura di mercato crypto completa. Una disposizione chiave di questa proposta affronta proprio la questione sollevata da Barnum. Il disegno di legge suggerisce che interessi o premi sugli stablecoin dovrebbero essere consentiti solo quando legati ad “attività sostanziali”. I legislatori hanno fornito esempi specifici di tali attività, che includono:
- Apertura di un conto: Un premio una tantum per l’onboarding.
- Trading: Sconti sulle commissioni o rimborsi legati al volume delle transazioni.
- Staking: Premi per la partecipazione al meccanismo di consenso di una blockchain.
- Fornitura di liquidità: Guadagni per il deposito di asset in un pool di trading.
L’intento legislativo è chiaro: i premi dovrebbero incentivare azioni specifiche e produttive all’interno dell’ecosistema crypto, non semplicemente la detenzione passiva, che legislatori e regolatori considerano funzionalmente equivalente a un conto deposito non regolamentato. Questo approccio mira a tracciare una netta linea giuridica tra attività d’investimento e raccolta depositi, una distinzione fondamentale per la legge finanziaria statunitense.
La tabella seguente mette a confronto il trattamento regolatorio proposto con la prassi attuale più comune:
| Interessi sulla detenzione | Offerti ampiamente per il semplice fatto di detenere stablecoin in un wallet della piattaforma. | Probabilmente vietati o fortemente limitati. |
| Premi consentiti | Spesso opachi o legati a strategie DeFi ad alto rischio. | Devono essere collegati ad azioni dell’utente verificabili e sostanziali (staking, trading). |
| Supervisione regolamentare | Minima; ricade tra la giurisdizione di SEC e CFTC. | Sarebbe chiaramente definita dalle nuove regole di struttura di mercato. |
| Tutela dei consumatori | Praticamente assente; si basa sulla solvibilità della piattaforma. | Mira a introdurre requisiti di divulgazione e mitigazione del rischio. |
Contesto storico e percorso verso la regolamentazione
La tensione tra innovazione e tutela dei consumatori è un tema ricorrente nella storia finanziaria. L’attuale dibattito sugli interessi sugli stablecoin richiama alla mente sfide regolatorie passate, come l’emergere dei fondi di mercato monetario negli anni ’70. Anche questi fondi offrivano servizi simili a quelli bancari senza una regolamentazione di livello bancario, portando a riforme dopo le crisi. Analogamente, il crollo nel 2022 di diverse grandi piattaforme di prestito crypto, tra cui Celsius e Voyager Digital, ha dimostrato le conseguenze concrete degli avvertimenti di Barnum. Queste piattaforme offrivano alti tassi di interesse sui depositi di stablecoin, utilizzando poi tali fondi per investimenti rischiosi e con leva. I successivi fallimenti hanno bloccato miliardi di asset dei clienti, offrendo un caso di studio pratico e concreto per i legislatori impegnati nella stesura della nuova legge.
La reazione dell’industria sia all’avvertimento di Barnum sia alla bozza di legge è stata mista. Alcuni sostenitori delle crypto sostengono che regole troppo restrittive soffocheranno l’innovazione e spingeranno lo sviluppo all’estero. Al contrario, molti gruppi di tutela dei consumatori e leader della finanza tradizionale sostengono la direzione proposta, sottolineando che regole chiare sono necessarie per una crescita sostenibile e un’adozione mainstream a lungo termine. L’esito di questo processo legislativo influenzerà in modo significativo se gli stablecoin evolveranno in uno strumento di pagamento ampiamente utilizzato o rimarranno un asset d’investimento di nicchia orientato al rendimento.
Slancio regolamentare globale
Gli Stati Uniti non stanno agendo in isolamento. Anche altre grandi giurisdizioni stanno avanzando con i propri quadri normativi sugli stablecoin. Il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) dell’Unione Europea, che sarà pienamente attuato, impone requisiti rigorosi agli emittenti di stablecoin, inclusa una solida copertura di riserva e licenze. Anche Regno Unito e Singapore stanno sviluppando regimi su misura. Questa tendenza globale verso la regolamentazione aumenta la pressione sugli Stati Uniti affinché stabiliscano una propria politica coerente, per evitare di diventare un rifugio regolamentare per pratiche rischiose o, al contrario, perdere il proprio vantaggio competitivo nell’innovazione fintech.
Conclusione
L’avvertimento del CFO di JPMorgan, Jeremy Barnum, sui rischi del pagamento di interessi sugli stablecoin ha cristallizzato un dibattito normativo cruciale in un momento decisivo. La sua affermazione che tale pratica sia “pericolosa” senza un’adeguata supervisione si allinea con la direzione della legislazione proposta dal Senato degli Stati Uniti, che mira a consentire premi solo per attività crypto-economiche sostanziali. La convergenza tra critiche finanziarie di alto profilo e azioni legislative concrete segna un potenziale punto di svolta per l’industria delle criptovalute. Il percorso da seguire richiederà un equilibrio tra il potenziale innovativo degli asset digitali e la fondamentale necessità di tutela dei consumatori e stabilità finanziaria, una sfida che definirà il panorama degli interessi sugli stablecoin per gli anni a venire.
Domande frequenti
D1: Cosa ha detto esattamente il CFO di JPMorgan sugli interessi sugli stablecoin?
Il CFO di JPMorgan, Jeremy Barnum, ha dichiarato che pagare interessi sugli stablecoin presenta le stesse caratteristiche e rischi dei depositi bancari, ma opera senza le adeguate regolamentazioni bancarie. Ha descritto questa situazione come “chiaramente pericolosa e indesiderabile”.
D2: Come affronta la proposta di legge del Senato gli interessi sugli stablecoin?
La bozza di legge sulla struttura del mercato crypto della U.S. Senate Banking Committee propone che interessi o premi sugli stablecoin siano consentiti solo se legati ad attività sostanziali dell’utente, come trading, staking o fornitura di liquidità, e non semplicemente per la detenzione degli asset.
D3: Perché è considerato rischioso pagare interessi su uno stablecoin?
Il rischio deriva dalla mancanza di protezioni per i consumatori. A differenza dei depositi bancari, che sono assicurati dall’FDIC e provengono da istituzioni fortemente regolamentate, i programmi di interesse sugli stablecoin spesso reinvestono i fondi in mercati crypto volatili senza assicurazione, rischiando di perdere il capitale.
D4: Qual è la differenza tra guadagnare premi da staking e guadagnare interessi su uno stablecoin?
I premi da staking si ottengono tipicamente per la partecipazione attiva alla sicurezza e al funzionamento di una rete blockchain proof-of-stake. Gli interessi su uno stablecoin vengono di solito offerti passivamente per la semplice detenzione dell’asset nel wallet di una piattaforma, che i regolatori paragonano a un conto bancario non regolamentato.
D5: Qual è stato il catalizzatore di questa crescente attenzione regolamentare sugli stablecoin?
Il crollo di diverse grandi piattaforme di prestito crypto nel 2022 (ad esempio Celsius, Voyager) è stato un fattore chiave. Queste piattaforme offrivano alti interessi sui depositi di stablecoin ma sono andate in insolvenza quando i loro investimenti rischiosi sono falliti, bloccando miliardi di fondi dei clienti e dimostrando il rischio sistemico.



